Produzione

Gli impianti, di oltre 40 anni, sono di origine contadino-familiare, con una densità di circa 9000 ceppi per ettaro. Le rese in annate di buona produzione non superano mai i 40 quintali per ettaro. Parte delle uve vengono acquistate da contadini che producono da sempre Aglianico del Vulture, i cui vigneti ricadono nei comuni di Barile, Ginestra, Rapolla, Rionero in Vulture e Ripacandida. Sono stati scelti in base a parametri di affidabilità e di qualità che si sono ripetuti nel tempo e che derivano dalla combinazione di terroir e pratiche agronomiche. Il prodotto viene prima selezionato, confluito in una vasca di scarico per essere pigiato e diraspato.
Per caduta, senza subire pressioni tali da lacerare le bucce, pratica da cui deriva un vantaggio per la qualità dei mosti, giunge nei vasi di fermentazione. La macerazione è di tipo tradizionale, con ripetuti rimontaggi per estrarre sostanze coloranti ed aromatiche, di cui la bacca di Aglianico è molto ricca. Successivamente il vino viene affinato in botti di rovere accuratamente selezionate per tipologia di legno e tostatura.
Dopo l’affinamento l’Aglianico del Vulture in purezza viene travasato ed imbottigliato senza subire filtrazioni. Il processo produttivo si conclude con un affinamento in bottiglia in ambiente fresco per una durata minima di sei mesi.

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