Storia

Il 24 dicembre del 1887 nasceva settimino Giuseppe Nigro, nonno da parte materna dei fratelli Leone. Il neonato era in gravi condizioni di salute e stava rischiando la vita a causa di una crisi respiratoria. In quegli attimi di grande concitazione la mamma diede ordine alle donne che l’accudivano di riscaldare del vino. Immediatamente il bambino fu immerso nel vino caldo e quasi per miracolo il neonato cominciò a respirare, i suoi vagiti furono suono dolce per la famiglia. Oggi conserviamo ancora il catino miracoloso, questo episodio forse è l’inizio del nostro percorso nel mondo del vino.

Nonno Giuseppe figlio di Raffaele, noto come proprietario terriero ed importante produttore di vini, continuo’ l’attivita’ del padre iniziata nella metà dell’ ottocento fino alla metà del novecento. Importante fu’ il flusso commerciale dei vini verso il nord Italia e il nostro aglianico veniva utilizzato come taglio dei grandi vini ,ciò fino alla crisi del settore vinicolo degli anni 60/70. Il patrimonio vitivinicolo subì un radicale frazionamento dovuto alla forte crisi economica del sud e la proprietà della famiglia Nigro si disperse. Da allora Carmela Nigro, madre dei fratelli Leone, visse nella speranza di riprendere la tradizione dei suoi avi, speranza che si tradusse in realtà nel 2000, anno in cui fu fondata l'azienda Terra dei Re. Finchè Carmela Nigro rimase in vita diede preziosi consigli avendo vinificato in passato importanti quantità di vini e quando degustava i nostri vini usava la frase: ”questo vino ha spalla”.

La tradizione di Terra dei Re non è solo la conoscenza della viticoltura e delle pratiche di vinificazione, ma anche la conoscenza dell’utilizzo del legno nella conservazione dei vini. Infatti la tradizione vuole che il bisnonno Vincenzo Leone fondatore della prima industria boschiva dell’area del Vulture, grande conoscitore di legnami ed in particolare del castagno e della “roverella del Vulture”, si adoperò nella produzione e nella commercializzazione dei legnami utilizzati per la produzione di botti e barrique. La roverella del Vulture veniva inviata sotto forma di prodotto semilavorato in Francia nella zona di produzione di Bordeaux.

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